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    L’età dell’universo? Si misura con l’acqua fredda 

    Una valutazione dei valori termici dell’universo nella sua fase più giovane è stata possibile grazie all’osservazione dell’ombra proiettata da una nuvola di gas di acqua fredda sullo sfondo cosmico a circa 13,8 miliardi di anni luce dalla Terra

    di MIT Technology Review Italia

    Secondo uno degli autori della ricerca apparsa su “Nature”, l’astronomo Axel Weiss, del Max Planck Institute per la Radioastronomia (MPIfR), in Germania, i dati ricavati grazie a una tecnica nota come contrasto di temperature, permetterebbero di attribuire la tendenza al raffreddamento del cosmo a un’epoca molto precedente rispetto a quanto sia stato possibile misurare in precedenza e potrebbero anche avere implicazioni dirette sulla natura dell’elusiva energia oscura.

    Come riportato da “Sciencealert”, utilizzando il telescopio NOEMA (Northern Extended Millimeter Array), in Francia, gli astronomi si sono concentrati sulla galassia HFLS3, nota per il numero insolitamente alto di nuove stelle che sta producendo. La luce impiega così tanto tempo a raggiungerci da HFLS3 che ci si offre una finestra di osservazione, come se fosse trascorso meno di un miliardo di anni dall’esistenza dell’Universo.

    L’immagine è quella di una grande nuvola di vapore acqueo tra noi e la galassia, una nuvola più fredda della radiazione cosmica di fondo (CMB) che indica la radiazione elettromagnetica che permea l’intero universo.

    La differenza di temperatura tra il gas più freddo e la CMB crea il cosiddetto spettro di assorbimento, dal cui studio è possibile determinare la temperatura del CMB. I ricercatori calcolano una CMB compresa tra 16,4 e 30,2 Kelvin (da -256,8 a -243 °C) nel periodo di tempo rappresentato da HFLS3, che si adatta alle precedenti previsioni del modello cosmologico di 20 Kelvin

    Un altro autore della ricerca, l’astrofisico Dominik Riechers, dell’Università di Colonia in Germania, afferma che “oltre alla prova del raffreddamento, questa scoperta ci mostra anche che l’Universo nella sua infanzia aveva alcune caratteristiche fisiche che oggi non esistono più Cercare di eseguire questo tipo di lettura ora non funzionerebbe: la CMB è troppo freddo per produrre lo stesso contrasto di temperatura.

    Possibili sviluppi della ricerca abbracciano il nodo dell’ energia oscura, che viene ritenuta il motore dell’espansione dell’Universo. Osservarla direttamente rimane fuori dall’ambito degli strumenti attuali a disposizione dei ricercatori, ma si possono avanzare ipotesi realistiche osservandone i suoi effetti, incluso il tasso di espansione dell’Universo e il calo della temperatura del CMB.

    Il team di ricerca sta quindi cercando altre nubi di acqua fredda a cui applicare la stessa tecnica, con l’obiettivo di ottenere un’altra lettura entro i primi 1,5 miliardi di anni dopo il Big Bang.

    (rp)

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