L’Asia alla ricerca di aria nuova
Tutto il Continente è alle prese con livelli di inquinamento oramai insostenibili. Dopo la Cina anche l’India cerca di correre ai ripari con soluzioni temporanee, come le targhe alterne, ma, in prospettiva, anche con l’introduzione di fonti di energia più pulite, come il gas.
Quale parola sintetizza il 2015 per l'Asia? Difficile vederne altre oltre a “smog”. Gli abitanti di Pechino e Shanghai, ormai stancamente avvezzi a una penosa qualità dell'aria, devono convivere regolarmente con un inquinamento a livelli ben superiori rispetto a quelli considerati tollerabili dall'apparato respiratorio umano. Quest'anno sono stati però superati da Nuova Delhi, in India, la cui aria è considerata la peggiore fra quelle delle principali città globali. L'allarme inquinamento è cresciuto anche in altri luoghi dell'Asia meridionale.
Le 10 metropoli più inquinate del mondo si trovano oggi infatti in India o in Pakistan, secondo l'Organizzazione Mondiale della Sanità. Anche altre realtà hanno avuto le loro difficoltà, in particolare a Singapore e in Malesia, ricoperte per settimane da dense coltri di smog provocate dal fumo degli incendi boschivi arrivato dall'Indonesia.