L'ambiguo piacere della mediazione
Sempre più gli strumenti della comunicazione si pongono tra noi e gli altri, tra noi e il mondo, riducendo, invece di accrescere, le nostre opportunità di una concreta partecipazione.
di Gian Piero Jacobelli 26-02-14
In una birreria due giovani seduti a tavoli abbastanza vicini da salutarsi a vista si telefonano o si mandano messaggi. Altri, giovani e non soltanto, qualsiasi cosa facciano, che viaggino, assistano a uno spettacolo, visitino qualche negozio o incontrino degli amici, devono farlo sapere a tutti coloro con cui sono tecnologicamente connessi. Altri ancora, invece di invece di scendere in piazza per incontrarsi con chi la pensa allo stesso modo o ha interessi concomitanti, preferisce le piazze virtuali, dove non si sa mai chi si incontri davvero.