Imparare a sognare
Ancora vent'anni fa l'Italia veniva descritta come il paese della crescita e delle sorprendenti capacità di innovazione. Era portata a esempio di creatività e vitalità. Oggi scopriamo invece di essere agli ultimi posti in Europa proprio nella crescita e nella innovazione.
di Alessandro Ovi 04-04-05
è vero che abbiamo la Ferrari, le macchine utensili, i robot esportati perfino in Giappone, i grandi stilisti. è vero che la nostra presenza al Museo d'Arte Moderna di New York è ancora ricca e che il «premio» del Made in Italy è sempre straordinario. Ma se tutto si riduce a un sia pure preziosissimo marchio, è grave il rischio che le fondamenta del nostro sistema produttivo non siano abbastanza solide da sostenere i grandi volumi che la globalizzazione comporta. Sotto le nostre eccellenze non c'è solidità diffusa, un tessuto innovativo e produttivo in grado di alimentarsi con forze creative nuove.