• Ogni sfera di silice contiene sequenze di DNA che codificano una particolare immagine e l'esterno della sfera è rivestito con codici a barre nucleotidici che descrivono il contenuto dell'immagine. Per gentile concessione dei ricercatori

Il mondo in una tazzina di DNA

Una volta archiviati nel DNA, teoricamente si potrebbero stipare tutti i dati del mondo in uno spazio minimo. Il vero problema sarebbe ritrovare il file di cui si va alla ricerca.

di Anne Trafton 01-10-21
Gli esseri umani generano milioni di gigabyte di dati ogni giorno e un modo promettente per preservarli è codificarli nei nucleotidi del DNA. Dopotutto, il DNA si è evoluto per immagazzinare enormi quantità di informazioni ad altissima densità, ed è anche notevolmente stabile. 

Ma una volta che i file sono stati archiviati, e gli scienziati hanno già dimostrato che è possibile, recuperare quello che si sta cercando è un compito arduo. Ora i ricercatori del MIT guidati da Mark Bathe, professore di ingegneria biologica, hanno dimostrato un modo semplice per farlo.

Il team ha codificato diverse immagini nel DNA e ha incapsulato ogni file in una piccola particella di silice etichettata con "codici a barre" di DNA a filamento singolo corrispondente al suo contenuto. Per estrarre un'immagine specifica, aggiungono primer al database del DNA che corrispondono alle etichette che stanno cercando, per esempio "gatto", "arancione" e "selvatico" per l'immagine di una tigre. 

I primer sono etichettati con particelle fluorescenti o magnetiche e facilitano l'estrazione di eventuali corrispondenze lasciando intatto il resto dei file del DNA. Il processo consente anche dichiarazioni logiche booleane, simili a ciò che è possibile in una ricerca su Google.

Bathe lo immagina come un modo per gestire i dati a cui non si accede molto spesso. Il suo laboratorio sta creando una startup, Cache DNA, che sta sviluppando una tecnologia per l'archiviazione a lungo termine del DNA.

"Il DNA è mille volte più denso persino della memoria flash", afferma: tutti i dati del mondo potrebbero teoricamente stare in una tazza di caffè. E, aggiunge, “una volta realizzato il polimero del DNA, non consuma alcuna energia. Si può scrivere il DNA e poi conservarlo per sempre”.

(rp)