Identità per procura?
Come le nuove generazioni usano la tecnologia per celare, rivelare e formare la propria identità? Se lo chiede l’ultimo fascicolo di MIT Technology Review USA: un interrogativo che cerca risposte nella odierna rivoluzione digitale, anche se non si tratta di un problema del tutto nuovo.
di Gian Piero Jacobelli 18-01-20
Quando, a partire dalla metà dell’Ottocento, molti hanno cominciato a interrogarsi sulla rivoluzione che i nuovi mezzi di trasporto stavano provocando nelle abitudini di vita e nelle stesse visioni del mondo – chi non ricorda il bellissimo romanzo di Michael Crichton, intitolato in italiano La grande rapina al treno, pubblicato nel 1975 e tradotto in pellicola quattro anni dopo? – è apparso subito chiaro che la nascente tecnologia sarebbe stata oggetto di un duplice sentimento: la speranza che le cose possano cambiare in meglio e il timore che in questo meglio potesse annidarsi anche il peggio.