I punti di svolta
Si comincia dalla Conferenza delle Parti. Ed è già un traguardo che la quasi totalità dei paesi siedano al tavolo insieme. Il successo, poi, starà più nella governance di un processo di lungo periodo, che non negli obiettivi al 2030 che verranno decisi.
La partita in gioco è alta: i paesi devono trovare ambizioni comuni, non solo per quanto riguarda gli obiettivi di riduzione delle emissioni, ma anche per le misure di adattamento, i finanziamenti a supporto dei piani dei paesi in via di sviluppo e i trasferimenti di tecnologia.
Un pilastro chiave dell’accordo di Parigi è sicuramente rappresentato dai cosiddetti INDCs, ovvero gli “Intended nationally determined contributions”, un nuovo strumento previsto dalla UNFCCC con cui sia i paesi sviluppati che quelli in via di sviluppo si impegnano ad adottare una serie di azioni e misure a livello nazionale per fronteggiare il cambiamento del clima.