Geni controllati con la luce
Scienziati hanno individuato un modo di controllare i livelli dello zucchero nel sangue dei topi con la luce.
di Emily Singer (TR) 22-07-11
Facendo uso di una proteina ottenuta dalla retina umana, ricercatori in Svizzera hanno sviluppato un metodo per controllare con la luce l'espressione dei geni in esame. Secondo gli scienziati, questa tecnica potrebbe trovare velocemente applicazione nel potenziamento della produzione di farmaci biologici, come ad esempio quelli indicati per combattere il cancro, favorendo un preciso controllo della produzione delle proteine. Sul lungo termine, cellule dotate di questa capacità fotosensibile, potrebbero venire trapiantate in pazienti a cui mancasse un ormone, quale quello dell'insulina, per produrne a comando. Martin Fussenegger e collaboratori presso il Swiss Federal Institute for Technology hanno progettato cellule perché fossero dotate del gene responsabile di una proteina fotosensibile propria alla retina umana, chiamata melanopsina, che stimola un'insorgenza di calcio all'interno della cellula quando esposta alla luce. L'aumento di calcio attiva a sua volta un secondo componente, una proteina che può allacciarsi a qualunque gene prescelto. Illuminare la cellula provoca il calcio, che quindi attiva la proteina, ed anima il gene ricercato. Secondo esperimenti condotti su cellule in coltura, sia la durata che l'intensità della luce controllano l'ammontare e la tempistica del gene prodotto. Ricercatori hanno dimostrato l'efficacia della tecnica trapiantando cellule a controllo ottico in topi diabetici per poi utilizzare la luce per controllare i livelli di insulina dei soggetti. Una volta impiantate le cellule giusto sotto pelle, l'esposizione a luce blu dava il via ad una produzione di insulina. In occasione di un secondo esperimento, i ricercatori hanno incapsulato le cellule in un materiale poroso e le hanno impiantate più in profondità nel corpo, assieme ad un cavo in fibra ottica per la trasmissione della luce a necessità. Emntrambi i metodi si sono rivelati efficaci nel controllo dei livelli di zucchero nel sangue dell'animale. La ricerca è stata appena pubblicata sulla rivista Science.