Diagnosticare tumori nascosti
Combinando la Risonanza Magnetica a corpo intero con la PET è possibile seguire l'evoluzione di tumori benigni ma potenzialmente insidiosi in tutto il corpo, come nel caso dei pazienti affetti da neurofibromatosi.
di 15-03-07
Dei medici al Massachusetts General Hospital stanno utilizzando la risonanza magnetica per Imaging (MRI) a corpo intero per fare luce su una malattia insidiosa. Un'immagine tridimensionale dell'intero corpo del paziente ruota sullo schermo del computer e Gordon Harris, uno dei medici coinvolti, indica sullo schermo svariati tumori, la chiave di identificazione di una malattia genetica chiamata neurofibromatosi (NF). Il gruppo di Harris, direttore dei Servizi di Imaging 3-D, sta preparando un test clinico per mettere alla prova una tecnica di monitoraggio per malati di NF. La tecnica combina l'imaging tramite PET (tomografia a emissione di positroni) con la tecnica relativamente nuova dell'MRI a corpo intero. Anche se poco nota, la neurofibromatosi riguarda circa un neonato su 3500. Nella forma più comune, NF1, i pazienti hanno dei tumori benigni lungo i nervi e sulla pelle, in qualsiasi parte del corpo. Questi tumori sono dolorosi e deformanti; raramente divengono maligni. Si sa poco sulla neurofibromatosi; ci sono dei test genetici per due delle sue forme, ma le cause della terza, caratterizzata recentemente, sono ancora ignote. Circa il 10% dei malati della NF1 svilupperanno tumori maligni, ma i medici non sono in grado di predire chi avrà la malattia in forma lieve, chi sarà affetto da serie complicazioni e chi svilupperà tumori maligni. Una diagnosi precoce dei tumori è difficile, a meno che non siano evidenti o siano presenti dei sintomi. Quando un medico sospetta l'esistenza di un tumore interno tipico della NF, tipicamente prescrive un MRI tradizionale che analizza solo una parte del corpo del paziente. L'MRI a intero corpo nello stesso tempo è in grado di analizzare tutto il corpo e di visualizzare tutti i tumori rilevabili. Nello studio in corso, che durerà quattro anni e coinvolgerà circa 250 pazienti, si verificherà se la MRI a intero corpo è in grado di rilevare i tumori associati alla NF efficacemente come la MRI tradizionale. Inoltre, verrà studiata l'efficacia del combinare la tecnica con le immagini PET. L'MRI fornisce immagini che localizzano chiaramente e definiscono bene le dimensioni dei tumori, ma non dicono nulla sull'attività dei tumori e degli altri tessuti. La PET mostra la velocità con cui i tessuti metabolizzano il glucosio, che dà ai medici una misura di quanto è attivo il tumore. I tumori maligni hanno un metabolismo molto veloce e sono evidenziati come caldi nelle scansioni PET. I tumori benigni hanno un metabolismo più lento. Quando un tumore di un paziente affetto da NF diviene maligno, i medici andranno a vedere le immagini precedenti alla ricerca di qualche indicatore della imminente trasformazione; per esempio un metabolismo un po' più elevato del normale. Visto che non si conoscono i confini entro i quali l'attività metabolica dei tumori connessi ad NF si può definire normale, è difficile distinguere un tumore con un metabolismo elevato ma normale, da uno che sta divenendo maligno. Lo studio in corso al Mass. General Hospital fornirà delle più chiare linee guida su come intervenire. La MRI a corpo intero non è ancora usata diffusamente negli Stati Uniti, ma le maggiori aziende produttrici di MRI (Siemens, General Electric, Philips) le stanno producendo e sono destinate ad acquisire spazi sempre maggiori nella diagnostica e nella prevenzione dei tumori maligni.