Come il cervello vede la profondità del mondo
Scoperto all'Istituto Italiano di Tecnologia come i sensi e il corpo collaborano per percepire la profondità spaziale. I risultati potranno avere applicazioni nel campo della riabilitazione e intelligenza artificiale.
di Fonte IIT 24-02-14
Durante il nostro sviluppo il cervello adatta costantemente i nostri sensi al corpo che cresce. Anche la capacità di vedere il mondo in profondità, ovvero in tre dimensioni, è soggetta a tale trasformazione. I ricercatori dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) a Rovereto (Trento) hanno scoperto che il modo in cui le informazioni visive sono elaborate è influenzato dalle capacità di afferrare gli oggetti con le braccia, e di conseguenza dalla dimensione degli arti: se le nostre braccia fossero più lunghe o più corte, il cervello riadatterebbe, in modo veloce, la sua capacità di interpretare gli stimoli sensoriali. La scoperta potrà avere applicazioni nel campo della robotica e nello studio di protesi e tecniche riabilitative.