Larga banda, dilemma americano
Riuscirà la FCC statunitense a dare accesso alla banda larga a tutti i cittadini americani,
garantendo una velocità di navigazione su Internet all'altezza dei massimi valori mondiali?
di Bobbie Johnson 23-08-10
Per milioni di persone in tutto il mondo l'accesso con larga banda a Internet rappresenta un ingrediente fondamentale della vita moderna. In rete scarichiamo film e brani musicali, prendiamo parte ai giochi on line, condividiamo fotografie e scambiamo informazioni attraverso i social networks. Tutto a velocità sempre maggiori. Velocità da 50 megabit al secondo, sufficienti per prelevare un film su DVD in una decina di minuti, sono all'ordine del giorno in città come Stoccolma o Seoul. Negli Stati Uniti invece il paesaggio della larga banda è molto diverso: secondo la società certificatrice Ookla, la velocità media di download è di circa 10 megabit al secondo e per la International Telecommunications Union solo 23 persone su 100 hanno un abbonamento a un servizio a larga banda (si veda La banda larga nel mondo a pag. 56). Le statistiche pubblicate dall'Organizzazione per la Cooperazione e lo Sviluppo Economico (OCSE) classificano gli Stati Uniti alle spalle di oltre una dozzina di nazioni, tra cui Corea del Sud, Giappone, Canada, Regno Unito, Svezia e Belgio, sia per penetrazione della larga banda sia in base alle velocità medie annunciate.