E la fusione sia...
Con l'aiuto dei più potenti laser del mondo i ricercatori di un laboratorio californiano si accingono a tentare l'avvio di una reazione di fusione auto-sostenibile. Se l'esperimento funzionerà, sarà il primo passo sulla strada di una abbondante energia da fusione
di Kevin Bullis 29-07-09
è la fine di aprile e gli operai sono al lavoro per assemblare gli ultimi pezzi della National Ignition Facilty (NIF), la struttura nazionale di accensione, un ampio edificio che si estende su una superficie equivalente a tre campi di football presso il Livermore National Laboratory di Livermore, California. Bardati di elmetto, retino per i capelli, camici da laboratorio e guanti di latice, i tecnici sono tutti riuniti davanti alla camera di puntamento, una sfera di dieci metri di diametro costellata di 48 condotti in alluminio brunito che insieme trasportano 192 raggi laser separati. Ogni raggio da solo è uno dei più potenti al mondo, spiega Bruno Van Wonterghem, che gestisce le operazioni alla NIF. Messi insieme generano l'energia di 50 o 60 laser normalmente in funzione.