LA FIERA COME AGENZIA DI COMUNICAZIONE E FORMAZIONE
di Luigi Roth 30-09-03
Si fa tanto parlare della dimensione virtuale di qualsiasi cosa abbia a che fare con la vita quotidiana, dal lavoro al tempo libero, dall'incontro allo scambio, che sembra quasi una irrinunciabile opzione di valore se non un destino incombente e inevitabile. Tuttavia, così come si continua a parlare e a scrivere, nonostante la moltiplicazione dei terminali che ci vorrebbero costringere alla digitalizzazione di ogni messaggio, così resto fermamente convinto che la dimensione virtuale abbia senso e possa esprimere tutte le sue potenzialità solo in un rapporto sistematico e creativo con la dimensione reale, quella delle cose e delle persone che si guardano, si ascoltano, si toccano: in una parola, che si fanno carico responsabilmente del proprio modo di essere e di avere, senza mistificazioni o illusorie fughe in avanti.