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Christopher Poole, ha creato 4chan, una comunità telematica dove è consentito dire di tutto e soprattutto sbagliare perché tutto è anonimo e dura poco: un'idea che ora piace ai grandi investitori.
di Julian Dibbel 11-11-10
Christopher Poole ha 22 anni e ha superato alcuni entusiasmi temporanei tipici della sua età: i videogiochi, le chat, i cartoni animati giapponesi. Al momento è preso dalla «fase Robert Moses»: sul suo comodino, in un appartamento di New York, c'è una copia di The Power Broker: Robert Moses and the Fall of New York, una biografia di 1300 pagine dell'urbanista che, seguendo una visione modernizzatrice, fece radere al suolo un quartiere dopo l'altro di New York. Su un tavolino, un album fotografico raccoglie le immagini della demolizione della vecchia, vasta e graziosa Penn Station di Manhattan, («una scena straziante», dice Poole). Di recente, passando dalle parti di Washington Square Park mentre andava al lavoro, Poole ha riconosciuto i cantieri di un progetto di riqualificazione urbana contestati dai residenti, ma fortemente voluti dagli urbanisti di oggi e ha azzardato un parallelismo tra questa situazione e l'approccio dell'urbanista-dittatore. «Ovunque si trovi adesso, Robert Moses starà sorridendo», ha detto. «Starà pensando: "Al diavolo la gente! Cosa ne capisce la gente?"»