Dal viejo a la rabiosa
La scoperta del De Ludo Scachorum di Luca Pacioli
di Giuseppe O. Longo 30-10-07
Nell'immaginario popolare gli scacchi sono considerati un gioco adatto a persone intelligenti, magari un po' bizzarre, e questa fama si è consolidata da quando gli specialisti di software si sono dedicati alla costruzione di programmi scacchisti. Il matrimonio tra scacchi e computer ha sancito la consacrazione "scientifica" di questo antico passatempo. I bravi scacchisti sono ritenuti non solo intelligenti, ma anche dotati di ottima memoria, di grande capacità di concentrazione e soprattutto di una grande facilità di calcolo mentale, che li aiuterebbe a prevedere molte mosse, proprie e dell'avversario, e di analizzarne le conseguenze. Sarebbero cioè delle vere e proprie macchine logiche dotate di memoria, attenzione e immaginazione. Ma pare che nessuna di queste credenze sia stata confermata dagli studi degli psicologi.