Una scansione «contorta»
di 08-12-03
Effettuare scansioni cerebrali dei ragazzi e delle persone che soffrono del morbo di Parkinson è un'impresa difficile perché i pazienti hanno difficoltà a rimanere fermi. Tra poco la tecnologia inizialmente destinata a consentire ai genetisti di condurre analisi sui pazienti in assoluto più irrequieti - i topi - potrebbe risolvere il problema. Prodotto congiuntamente dal Oak Ridge National Laboratory, in Tennessee, e dal Thomas Jefferson National Accelerator Lab Facility, a Newport News, in Virginia, il sistema segue - e compensa - il movimento del paziente durante la scansione. Marcatori riflettenti sono attaccati alla testa; una luce infrarossa intermittente illumina questi marcatori e due telecamere a infrarossi controllano i riflessi. Le informazioni sulla posizione ricavate da queste telecamere sono usate per correggere i dati della scansione, determinando dove un raggio X, nel caso di una scansione tomografica con emissione di singolo fotone, avrebbe colpito il rivelatore se la testa non si fosse mossa. La selezione dei dati consente ai ricercatori di ottenere un'immagine pulita e accurata. I test della tecnologia sui topi sono cominciati a marzo di quest'anno e il gruppo spera di arrivare a una versione del tutto operativa in grado di funzionare sull'uomo entro due-tre anni.