Reti di rilevamento senza fili
Una invisibile matassa di dispositivi di rilevamento e calcolo trasformerà radicalmente il modo di controllare le abitazioni, le fabbriche e l'ambiente.
«Prima non lo sapevo, ma le piante hanno un sesso», racconta Kevin Delin indicando due grosse cicade, rimasugli vegetali dell'epoca dei dinosauri, nell'angolo dell'orto botanico di Huntington, un santuario che ospita ben quindicimila piante rare nella località californiana di San Marino. L'ignoranza di Delin nei confronti delle scienze botaniche è comprensibile. Dopo tutto lavora come ingegnere nel vicino Jet Propulsion Laboratory della NASA e i suoi interessi non riguardano le cicade maschio o femmina, ma la coppia di gusci in plastica contenenti la strumentazione della rete di sensori, sistemati sul terriccio sotto le piante. Ciascun «guscio» ha le dimensioni di un computer palmare e contiene un processore, la batteria, il pannello solare, la radio ricetrasmittente, la memoria e i sensori che servono a misurare la temperatura, l'umidità dell'aria e quella del terreno. Sono i surrogati di occhi, orecchie e cervello dei curatori del giardino e sono in grado di sorvegliare la quantità di luce e pioggia che arriva alle piante, due fattori critici per le cicade, che hanno bisogno di condizioni molto particolari per potersi riprodurre.