Controlli fuori controllo
Un autorevole studioso dei paradossi tecnologici sostiene che le macchine ideate per liberarci stanno mettendo chi le usa in un angolo, soffocando in questo modo la vitalità dell'innovazione.
La rivoluzione del personal computer è cominciata con la promessa che, dopo decenni di sottomissione ai supercalcolatori centralizzati, i normali utenti avrebbero esercitato finalmente il controllo. Privo di una linea di brevetti, il nuovo PC di IBM ospitò hardware e software di diversi fornitori e acquistò perfino il sistema operativo da una coppia di studenti della Harvard University che non avevano finito gli studi. Per rinforzare questo messaggio, IBM scelse per la commercializzazione un emblema simile a Charlie Chaplin, l'eroe sempre schierato dalla parte dei più deboli. Fu una scelta intelligente e appropriata: il PC e altre macchine simili in effetti conferivano agli utenti un controllo sull'informazione mai avuto prima. Venti anni dopo, le aziende del settore ci stanno ancora promettendo autonomia e indipendenza.