Joseph Nadeau La materia oscura del genoma
è sempre più evidente che le sequenze del DNA non determinano completamente il nostro destino biologico. Joseph Nadeau spiega alcuni paradossi mendeliani, che stanno prospettando nuovi orientamenti della ricerca genomica.
di Stephen S. Hall 17-03-11
Quello che sappiamo sulle leggi fondamentali dell'eredità biologica ha origine nei giardini di un monastero della Moravia a metà del XIX secolo, grazie alla paziente opera di Gregor Mendel, che incrociò piante di piselli per diversi anni, separò le progenie sulla base dei loro tratti distintivi e delineò i fondamenti matematici della moderna genetica. Dopo la riscoperta, nello scorso secolo, del lavoro di Mendel, il vocabolario dell'eredità mendeliana - geni dominanti, geni recessivi e la nozione contemporanea di geni della malattia - ha caratterizzato la ricerca biologica in campo genetico. Il messaggio si compendia in un'unica premessa: la miscela di caratteristiche psicologiche e rischi di malattie (il fenotipo) - che è unica per ogni singolo individuo - si può leggere in sequenze precise di basi chimiche, o lettere, nel DNA (il genotipo).