Il braccio e la mente
Creatività tecnologica nella riproduzione degli arti.
di Massimo Negrotti 22-01-09
Periodicamente, dalla fine della Seconda Guerra mondiale, emergono scrittori di varia origine accomunati dalla presunzione di intuire cosa accadrà nel futuro dell'uomo soprattutto in rapporto alla dinamica ambientale, all'andamento demografico, alla produzione agricola e, in misura crescente, allo sviluppo scientifico e tecnologico. Se si eccettuano Herman Kahn, Denis Gabor, Nicholas Negroponte e pochi altri, quasi sempre uomini di formazione tecnologica, di norma sembra che i "futurologi" - basti pensare a Lester Brown, Paul Ehlrich, Alvin Toffler e al Club di Roma - siano inesorabilmente chiamati, dal loro dono della profezia, all'annuncio di catastrofi oppure di crisi epocali quasi sempre dovute all'accelerazione del progresso tecnologico.