Quando la fisica è un affare di famiglia
Nonostante la prevalenza dei grandi centri di ricerca, la scienza sembra passare di mano in mano dallo studio delle particelle alle alte energie.
di Gino Segrè 26-03-09
Nel settembre del 1955, appena sbarcato da una nave proveniente dall'Italia e non ancora diciassettenne, mi ero iscritto a Harvard al primo anno di college. Fortunatamente parlavo già inglese. Pur essendo nato a Firenze poco prima dello scoppio della Seconda Guerra mondiale, la mia famiglia si era rifugiata a New York durante il conflitto, facendo ritorno in patria solo nel 1947. Otto anni più tardi, quando era arrivato il momento di iscrivermi all'università, i miei genitori decisero che avrei dovuto farlo negli Stati Uniti. Il mio viaggio fino a Cambridge iniziò con loro che mi accompagnarono alla stazione di Santa Maria Novella per darmi l'arrivederci. Un treno delle Ferrovie dello Stato mi condusse verso il porto di Le Havre, da dove salpava la nave che mi avrebbe trasportato a New York. Un altro treno mi portò a Boston. Con in mano la mia ingombrante valigia presi la metropolitana dalla South Station alla fermata di Harvard Square.