Oltre Babele con la tecnologia
di KATE GREENE 07-05-06
PER QUANTO la qualità dei traduttori informatici negli ultimi vent'anni sia notevolmente migliorata, alcuni dei risultati forniti continuano a presentare la stessa correttezza grammaticale dei menù di un takeaway cinese tra i più scadenti. Prendete, per esempio, la conversione in inglese, attraverso il servizio di traduzione automatica di Google, del sito di un'azienda agricola giapponese che produce mele: «Il giardino delle mele di Someya passerà davvero! è stato piantato nel 1954, e ancor più ora, supera fiorentemente i 50 anni di età dell'albero - venendo l'albero abnorme il gioco alligatore fruttifica la mela. La mela succosa dove si irrigidisce la differenza di temperatura tra la notte e il giorno fino a diventare estrema la città di Numata nella prefettura di Gunma che le quattro stagioni sono chiaramente ampie la natura difficilmente si crea». Insomma, a parte il fatto che questo posto abbia a che fare con le mele, il resto si perde tutto nel passaggio attraverso l'algoritmo di traduzione.