Le impronte digitali della foto
Un software accoppia le immagini alle fotocamere che le hanno fatte
di Kate Green 07-05-06
Quando una pistola è usata per un crimine, gli esperti balistici la possono identificare, usando lo schema unico di graffi che la sua canna lascia sul proiettile. Un trucco simile può essere adesso utilizzato per accoppiare le foto digitali alle fotocamere che le hanno realizzate, un progresso importante, di fronte all'aumento dei crimini connessi con la pedopornografia. Un software, sviluppato da Jessica Fridrich della State University di New York, a Binghamton, sfrutta il fatto che ogni fotocamera digitale introduce nell'immagine un suo schema unico di imperfezioni, o "rumore". In zone monocromatiche dell'immagine, per esempio, singoli pixel possono in realtà essere di colori leggermente differenti. Il software della Fridrich determina la firma del rumore di una fotocamera, identificando le irregolarità nelle sue foto. Si ottiene in tal modo una "impronta digitale", che gli investigatori possono poi ricercare in altre immagini. La Fridrich ha testato il suo software usando 10 fotocamere e un totale di 3.000 fotografie. Il software ha sempre accoppiato correttamente la foto con l'apparecchio che l'aveva realizzata. "é un passo avanti importante per un settore stimolante e di rilievo come quello della "balistica" delle fotocamere", afferma Hany Farid, professore di informatica al Dartmouth College. Fridrich al momento sta attendendo il brevetto, ma afferma che l'FBI sta già valutando la sua tecnologia come strumento investigativo. E arriva al momento giusto: fra il 1996 e il 2002 il numero di casi federali riguardanti pornografia con bambini è esploso da 113 a 2.370 e l'FBI pensa che la tendenza sia destinata a continuare.