La malattia scritta nel DNA
di EMILY SINGER 07-05-06
NEI GIORNI SCORSI, alcuni ricercatori americani e francesi hanno annunciato una scoperta straordinaria: un'unica variazione genetica sarebbe responsabile di una percentuale compresa tra il 18 e il 37 per cento dei casi di morbo di Parkinson tra gli ebrei ashkenazi e gli arabi nordafricani. Malgrado già si sapesse che alcune particolari forme di Parkinson possono essere trasmesse ereditariamente all'interno di uno stesso ceppo familiare, finora gli scienziati avevano sempre pensato che la genetica giocasse un ruolo perlopiù secondario nello sviluppo della patologia. L'attuale scoperta di una variazione, che i ricercatori stimano essersi originata in un singolo individuo in Medio Oriente circa duemila anni fa, risulta oggi cruciale per l'effettiva comprensione delle cause di questa malattia, e riflette la progressiva affermazione di un approccio sempre più diffuso tra gli esperti che si occupano di ricercare l'origine delle varie patologie. Sempre più scienziati studiano popolazioni di lunga tradizione allo scopo di individuare i geni collegati allo sviluppo di malattie complesse, come il diabete e l'asma ma anche appunto il Parkinson, che prima non si pensava fosse caratterizzato da una forte componente genetica.