La soluzione Centrino di Intel

Il vecchio mantra del produttore di chip - più veloce è, meglio è - sta perdendo colpi.
Può la «logica delle piattaforme» prendere il suo posto?

di Wade Roush 01-05-05
Prima del 1991 solo una ristretta cerchia di appassionati era interessata a conoscere il nome dei fabbricanti dei microprocessori montati a bordo dei personal computer o quale fosse la velocità di un ciclo di istruzioni. Poi arrivò il marchio «Intel Inside», l'innovativa campagna di marketing escogitata dall'importante manifatturiero per rivolgersi direttamente all'utente finale. Il battage pubblicitario non servì soltanto a fare in modo che gli acquirenti si industriassero a cercare il logo Intel sui loro nuovi computer da tavolo e portatili; li spinse anche a sentirsi fuori moda quando questi computer non fossero stati costruiti con l'ultimissima versione dei chip delle famiglie 486 o Pentium. E Intel ha prosperato, consolidando la propria leadership su rivali come Advanced Micro Devices. Un'incredibile quota dell'82 per cento sul totale dei PC venduti nel terzo trimestre del 2004 conteneva i microprocessori della Intel.