La neutralità della Rete, ovvero accesso, velocità, efficienza
Le garanzie su una utilizzazione aperta e disponibile della Rete stentano ancora a trovare adeguate regole istituzionali.
di Angelo Gallippi 06-07-11
Nel 1860 gli Stati Uniti decisero di costruire una linea telegrafica che unisse gli Stati dell'Atlantico a quelli del Pacifico, e nello stesso tempo stabilirono per legge che: «il governo avrà in ogni momento il diritto di priorità nell'uso della linea». Il principio, che oggi diremmo di gestione della Rete, aveva un importante corollario: «i messaggi ricevuti da qualsiasi individuo, società o corporazione, o da qualsiasi linea telegrafica che si colleghi a questa a uno dei suoi due capi dovranno essere trasmessi in modo imparziale nell'ordine di ricezione, tranne per i dispacci del governo, che dovranno avere la priorità. Queste affermazioni adombravano in nuce quella politica di gestione di una rete di comunicazioni elettroniche che circa un secolo e mezzo dopo lo studioso statunitense Tim Wu avrebbe definito net neutrality, e che è diventata oggetto di ampio dibattito in questi ultimi anni, in sede europea e nazionale.