Superplastica
di David Talbot 30-06-06
Vi piacerebbe un'auto che si pulisce da sola o una bottiglia di ketchup il cui contenuto esca senza difficoltà? Ricercatori della General Electric hanno ideato un sistema per trattare i polimeri in modo che respingano i fluidi così efficacemente che persino il miele non vi rimane attaccato. Questa proprietà è stata chiamata superidrofobicità. Già da tempo ottenuta in materiali molto costosi, è stata introdotta dalla General Electric in un comune policarbonato, il Lexan. La scoperta potrebbe consentire di costruire una vasta gamma di oggetti, da nuovi materiali da costruzione facili da pulire, fino a economici dispositivi diagnostici, dotati di canali microfluidici in plastica. Progettando il materiale i tecnici della GE hanno preso ispirazione dalle foglie del loto, le cui cellule superficiali hanno una dimensione da 5 a 10 micrometri e sono coperte da minuscoli cristalli di cera, grandi poche decine di nanometri. Su una foglia di loto l'acqua si raccoglie in minuscole sfere quasi perfettamente circolari. Alla GE i ricercatori hanno riportato questa struttura sul Lexan, irruvidendo la sua superficie in un modo analogo. Tao Deng, scienziato dei materiali, non rivela nulla dei dettagli del processo, limitandosi a dire che esso utilizza un «trattamento chimico della superficie». La GE stima che ci vorranno circa cinque anni prima di commercializzare la tecnologia, una volta che tutti i problemi di fabbricazione saranno risolti.