La sfida della modernizzazione sotto il segno di Buddha

di STEPHAN HERRERA 01-08-05
NEL TENTATIVO di incentivare i suoi abitanti alla gioia, il governo del Bhutan si preoccupa prevalentemente dell'assistenza sanitaria. Le cure ospedaliere sono gratuite, ma i costi si stanno alzando, spiega Gado Tshering, direttore del Dipartimento della Sanità del paese. La sua idea è quella di investire nella creazione di un grande centro per le risonanze magnetiche che permetta ai dottori di diagnosticare più rapidamente e con maggiore accuratezza eventuali patologie. "Individuare le malattie più in fretta ci farebbe risparmiare moltissimo denaro", precisa. Quando l'entità dei disturbi di un paziente oltrepassa le capacità del personale medico - il che accade spesso, dal momento che la maggior parte delle strutture sanitarie è specializzata esclusivamente nel trattamento di contusioni, fratture e disturbi gastrointestinali - il governo finanzia il trasporto del malato a Calcutta o Bangkok. Una prassi costosa e alla lunga non sostenibile. "Un giorno, più prima che dopo, le spese si impenneranno notevolmente. La natura delle patologie che colpiscono i cittadini sta rapidamente mutando", continua Tshering. "Vediamo sempre più casi di obesità, depressione e ipertensione". Malattie care da curare, specialmente se non vengono diagnosticate a uno stadio ancora abbastanza precoce. Se non si pone rimedio alla situazione, i costi sanitari peseranno sempre più gravemente sui bilanci. Secondo George Martin, negli anni a venire, il re del Bhutan e il suo concetto di Gnh saranno oggetto di studio. Ex dirigente dei National Institutes of Health, Martin è stato in Bhutan l'anno scorso in qualità di membro di una delegazione che aveva il compito di valutare i progressi della nazione in termini di sanità. "L'assistenza sanitaria in quella regione è ancora un problema a causa di fattori come la geografia del territorio, la scarsità delle finanze, la mancanza di competenza e la cattiva igiene", spiega. "Ma quella gente ha sicuramente capito che la chiave di tutto sta nella medicina preventiva".