Corre il treno, corre
L'Alta Velocità alla prova della nuova mobilità nazionale e continentale.
di Massimiliano Cannata 26-02-10
«Un paese troppo lungo»: il detto proverbiale pronunciato dagli arabi, provati dalla difficoltà di conquistare e governare l'intera penisola, e recentemente ripreso in un problematico saggio di Giorgio Ruffolo, potrebbe finalmente venire smentito, almeno dal punto di vista logistico. L'Alta Velocità sta senza dubbio accorciando l'Italia. Una conquista non solo tecnologica, ma anche, secondo il numero uno di Ferrovie dello Stato, uno strumento di innovazione e di crescita per l'intero sistema-paese. Avvicinare le città crea integrazione, sinergie, nuove visioni culturali e imprenditoriali. Pone le condizioni per rivoluzionare le abitudini di vita e di viaggio degli italiani. Nel 2009 l'Alta Velocità italiana, premiata a Londra con il Global Award del World Travel Market e primatista mondiale per gli elevati livelli di sicurezza, ha trasportato circa 13 milioni di passeggeri con un aumento della quota di mercato che sulla direttrice Roma-Milano è passata dal 32 al 50 per cento».