Sole e silicio
Nel suo laboratorio con vista sull'Oceano Pacifico, Daniel Morse studia nuove modalità di costruzione di complessi dispositivi a semiconduttore per celle solari più efficienti e a buon mercato. Con un improbabile modello: le spugne di mare.
di Kevin Bullis 31-12-06
Nel suo ufficio che si affaccia sulla costa del canale di Santa Barbara, Daniel Morse scarta con attenzione i suoi preziosi esemplari. Un intricato traliccio di luccicanti fibre di vetro, che somigliano a una scultura d'arte moderna o al modellino architettonico di un grattacielo. E invece si tratta dello scheletro di uno dei più primitivi organismi pluricellulari ancora in vita, una specie di spugna marina chiamata comunemente dagli anglosassoni Venus flower-basket (cestino di Venere) (Euplectella speciosa). Morse, biologo molecolare all'Università della California, a Santa Barbara, vuole capire come una creatura così semplice riesca ad assemblare una struttura così complicata. Per poi applicare questa conoscenza alla realizzazione di nuove, inedite strutture.