La ricerca sulle cellule staminali non deve morire
di 20-12-05
Cosa significa rispettare la vita umana? Questa domanda è al centro dell'attuale dibattito intorno alla ricerca sulle cellule staminali embrionali umane e la risposta non appare semplice. La soluzione di George W. Bush è la linea di condotta annunciata nell'agosto del 2001, che muove dall'idea che ogni singolo embrione rappresenti una vita troppo preziosa per essere sacrificata, qualunque sia la causa. Ma una simile politica, che proibisce il finanziamento federale alle ricerche che coinvolgano una qualsiasi linea di cellule staminali embrionali creata dopo l'annuncio del presidente Bush, lascia circa 400.000 embrioni dei centri per la fecondazione in vitro (11.000 dei quali sono già stati donati per la ricerca) nel limbo della ibernazione presso le cliniche statunitensi per la fecondazione assistita. Per molti sostenitori della ricerca sulle cellule staminali il rispetto della vita prevede la profonda convinzione che questi embrioni abbiano il potenziale di svelare i misteri della malattia, della salute e della vita stessa. Da questo punto di vista, ogni embrione inutilizzato rappresenta un'opportunità per affrontare e persino curare una serie di malattie al momento senza speranza, come la paralisi, il morbo di Parkinson, il cancro. Per chi crede nella ricerca sulle cellule staminali embrionali lasciare ibernata una simile possibilità significa il sacrificio di qualcosa di prezioso e una seria mancanza di rispetto della vita di chi soffre di queste malattie.