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    Anche i voli di linea devono ridurre le emissioni

    Per aiutare il mondo a raggiungere gli obiettivi climatici globali entro il 2050 l’industria areonautica deve fare la sua parte, riducendo della metà il proprio impatto ambientale

    Casey Crownhart

    Secondo un nuovo rapporto, ridurre le emissioni di carbonio degli aerei sarà difficile, ma non impossibile. Con fondi sufficienti, sostegno politico e carburante alternativo, il settore aereo può compiere progressi sufficienti per aiutare il mondo a raggiungere gli obiettivi climatici globali entro il 2050.

    Oggi, questa industria rappresenta circa il 3 per cento delle emissioni di gas serra nel mondo. Alcune compagnie aeree e gruppi industriali si sono impegnati a raggiungere emissioni nette zero entro il 2050, ma questi piani spesso non includono dettagli su come arrivarci. Il nuovo rapporto, pubblicato dall’International Council on Clean Transportation (ICCT), un gruppo di ricerca senza scopo di lucro, delinea possibili percorsi per ridurre le emissioni dell’industria aeronautica abbastanza da fare la sua parte nel mantenere il riscaldamento globale a meno di 2 °C rispetto ai livelli preindustriali, come stabilito dall’accordo di Parigi. 

    Il raggiungimento di tale obiettivo richiederà un’azione rapida all’interno del settore aereo e un sostegno politico significativo per tecnologie come i combustibili alternativi che attualmente non esistono su scala industriale. L’aviazione è un settore notoriamente difficile da decarbonizzare. Severi requisiti operativi e di sicurezza limitano la tecnologia che può essere utilizzata. Le apparecchiature hanno una lunga durata, quindi un aereo costruito oggi continuerà a volare nel 2050. Ciò significa che il progresso tecnologico deve avvenire rapidamente per intaccare le emissioni nei decenni futuri.

    “Se si vuole decarbonizzare l’industria dell’aeronautica, si deve partire da subito”, afferma Lynnette Dray, ricercatrice dell’University College London. Mantenere le emissioni sufficientemente basse da rimanere al di sotto dei 2 °C di riscaldamento significherebbe ridurre le emissioni annuali del settore aereo nel 2050 a circa la metà dei livelli attualmente previsti, un compito arduo per un comparto che dovrebbe crescere rapidamente nei prossimi decenni. 

    Per arrivare a questo risultato, le sue emissioni dovrebbero raggiungere il picco e iniziare a diminuire entro il 2030, afferma Brandon Graver, uno degli autori del rapporto ed esperto di aviazione presso l’ICCT. Se poi si volesse limitare ulteriormente il riscaldamento a 1,75 °C, le emissioni dovranno iniziare a diminuire già nel 2025. Nell’analisi dell’ICCT, si prevede che circa il 60 per cento delle riduzioni delle emissioni arriverà da combustibili a basse emissioni di carbonio.

    Ma i nuovi combustibili hanno ancora molta strada da fare per raggiungere questo tipo di impatto. La fornitura di carburante alternativo per jet rappresenta circa lo 0,05 per cento della fornitura totale di carburante nel 2020. A giudicare dalle cifre del 2018, la fornitura di un anno intero di carburante non fossile alimenterebbe il settore aeronautico globale per circa 10 minuti.

    Per stare al passo con la domanda nel 2050, anche nella stima più prudente, l’offerta di combustibili alternativi dovrebbe crescere di circa 3.000 volte rispetto ai livelli del 2020. La piccola quantità di carburante alternativo commerciale prodotto oggi deriva in gran parte da lubrificanti, oli e grassi di scarto. Ma la fornitura di questi oli usati è limitata, quindi ulteriori combustibili dovranno provenire da altre fonti. 

    Anche altri biocarburanti svolgeranno un ruolo, ma il loro impatto effettivo sulla riduzione delle emissioni può variare ampiamente a seconda della loro fonte, afferma Prayeen Bains, esperto aeronautico dell’Agenzia internazionale per l’energia. E anche le fonti di biomassa come i rifiuti agricoli saranno troppo limitate per alimentare il volo globale. 

    Come altre, l’industria aeronautica punta su tecnologie quali il cherosene sintetico come carburante alternativo. Almeno la metà della fornitura di carburante alternativo nelle proiezioni dell’ICCT proviene da questa tecnologia, in cui l’elettricità viene utilizzata per convertire l’anidride carbonica in carburante che gli aerei possono bruciare. Anche se buona parte della lavorazione viene eseguita industrialmente, la comunità di tecnologi si pone serie domande sulla tecnologia e sul suo costo futuro.

    Per compensare il resto dei tagli alle emissioni necessari per rimanere al di sotto dei 2 °C entro il 2050, le compagnie aeree dovranno migliorare sia l’efficienza tecnica (per esempio, quanto carburante brucia un aereo per miglio) sia l’efficienza operativa (l’intera catena dei viaggi aerei). E la domanda dovrà probabilmente rallentare, sia perché le persone viaggiano di meno sia perché passano ad altri modi di trasporto, come i treni ad alta velocità. 

    Immagine: Pixnio.com

    (rp)

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