Uno strumento diagnostico può riconoscere qualunque virus umano
Un metodo computazionale aiuta dei ricercatori a esaminare microbi in scala maggiore e più completa di quanto non sia stato finora possibile.
di Nature Biotechnology 08-02-19
Gli scienziati che cercarono di contenere e comprendere la diffusione del virus Zika nel 2015–16 vennero ostacolati dal fatto che il sangue dei pazienti affetti contiene un numero limitato di particelle del virus. Un nuovo metodo computazionale sviluppato da scienziati del Broad Institute, potrebbe cambiare le carte in tavola.

Il metodo, formulato nel laboratorio di Pardis Sabeti, al Broad Institute, si chiama “CATCH” e permette di progettare “esche” molecolari per qualunque virus capace di infettare gli esseri umani, ed ogni loro ceppo noto, compresi quelli che lasciano poche tracce nei campioni clinici come lo Zika. Il metodo può permettere anche a piccoli centri di sequenziamento genomico in ogni parte del mondo di condurre analisi più efficienti e a minor costo. Hanno condotto lo studio due laureati del MIT, Hayden Metsky e Katie Siddle.