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18.06.2010

I media si spostano on line

PANORAMICA SULLA TECNOLOGIA

di Erica Naone |
La tecnologia ha divelto le barriere tra i diversi media della comunicazione. Le riviste producono video clip, mentre le nuove stazioni televisive inviano articoli scritti on line. Le tecnologie che stanno guidando questa convergenza mediatica sono connessioni di rete, potenti apparecchi mobili, interfacce intelligenti e software di facile uso.
Una delle manifestazioni più visibili della nuova tecnologia è la diffusione del «noi media» o giornalismo partecipativo, che permette a tutte le persone di offrire on line i loro contributi informativi. Numerose aziende, tra cui TypePad, WordPress e Vox offrono piattaforme blog che si possono utilizzare come sono o personalizzare con software potenziato per supportare i sofisticati siti dei media. Anche YouTube e Blip.tv hanno facilitato la condivisione dei contenuti video.
Gli editori di libri, a loro volta, stanno assistendo a un boom dei lettori di testi in formato elettronico, in buona parte grazie ai display prodotti da E Ink di Cambridge, in Massachusetts. Il suo inchiostro elettronico viene utilizzato dai più avanzati sistemi di lettura, tra cui Kindle di Amazon e Sony Reader. Anche se stanno adottando queste tecnologie per i display, gli editori di libri elettronici cercano di inserire nuove caratteristiche nei loro prodotti: per esempio, supporti per audio libri o altri tipi di media o gestione dei diritti digitali per consentire agli utenti di prestare gli e-book agli amici. Questi lettori elettronici dedicati dovranno fronteggiare una decisa concorrenza da parte dei nuovi telefoni intelligenti, che offrono interfacce con schermo a tocco e vasti cataloghi di applicazioni indipendenti.
Anche i telefoni intelligenti stanno diventando apparecchi per guardare video, grazie a tecnologie come la compressione con bit-rate variabile. La tecnologia di compressione, che riduce la dimensione dei file video utilizzando più dati per segmenti audio o video complessi e meno per contenuti più semplici, permette la trasmissione uniforme di video di alta qualità anche con larghezza di banda limitata. I video compressi riversati su Internet attraverso siti come Hulu e Netfix rappresentano ora una valida alternativa ai lettori DVD e alle TV via cavo e apparecchi televisivi come il Bravia di Sony possono importare direttamente i video dai feed Web. Sull’esempio di Boxee, alcune startup hanno creato un software che rende più semplice per gli utenti vedere e condividere contenuti di Internet o personalizzati su una televisione.
Ashley Still, responsabile della distribuzione di Media Flash ad Adobe Systems, sostiene che appena i nuovi protocolli renderanno più veloce la gestione dei contenuti su Internet, un software per la riproduzione di video o un apparecchio televisivo potranno diventare «qualcosa di più di un ottuso rettangolo che replica contenuti». Grazie ai nuovi protocolli, le applicazioni interattive fluiscono liberamente. OnLive, per esempio, trasmette in streaming videogiochi ad alte prestazioni per utenti su Internet, un’operazione prima difficilmente realizzabile a causa dei ritardi che rendevano problematica l’esperienza di gioco.
La maggiore semplicità della distribuzione digitale ha anche comportato un allontanamento dei contenuti dalle loro fonti. Protocolli Internet come Really Simple Syndication (RSS) consentono agli utenti di raccogliere automaticamente argomenti di interesse dai siti Web ogni volta che vengono aggiornati, in alcuni casi leggendoli o consultandoli su siti secondari, invece di visitare gli originali. Gli esperti stanno preparando nuovi protocolli che rilasceranno questi aggiornamenti più rapidamente. Per scoraggiare la pirateria e raccogliere dati statistici sull’utenza a scopi pubblicitari (si veda Il recupero degli inserzionisti pubblicitari, in questa pagina), sono stati sviluppati nuovi strumenti che possono capire se la persona è impegnata in una discussione o sta usufruendo di qualche servizio.
Alcune aziende del settore dei media stanno abbracciando questo modello di distribuzione, rendendo ancora più semplice la diffusione di articoli o video. Queste aziende lavorano a interfacce di programmazione di un’applicazione (API, Application Program Interfaces), che permettono agli sviluppatori indipendenti di accedere ai loro contenuti e di utilizzarli per prodotti come le applicazioni per i telefoni intelligenti; le stesse aziende impiegano le API fornite dai siti delle reti sociali, come Facebook, per pubblicare contenuti su questi siti.
L’effetto combinato di queste tecnologie sarà quello di unire i nuovi media in un «Web in tempo reale». In questo nuovo ambiente, qualsiasi contenuto prodotto sarà presentato e discusso on line quasi istantaneamente.
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