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Un Made in Italy da rifare
I giacimenti culturali come problema di comunicazione.
Di Mario Morcellini il 11-01-10
La promozione dello straordinario patrimonio artistico-culturale italiano rivendica oggi nuove e più organiche politiche, tese a promuovere - accanto alla risonanza delle grandi «capitali culturali» del nostro paese - l'accesso e la valorizzazione dei centri artistici minori. Ciò a partire dal riconoscimento dello straordinario valore culturale del territorio e, di fatto, dalle enormi opportunità legate a una più convinta «messa a sistema» dell'offerta artistica nazionale, in larga parte concentrata al di fuori dei grandi circuiti e centri attrattori del turismo culturale: tutto ciò anche nell'imperativo di favorire il decongestionamento delle aree metropolitane a più forte impatto di visitatori, come pure una maggiore destagionalizzazione dei complessivi flussi turistici che hanno come meta il nostro paese.

Dal punto di vista dell'offerta culturale, l'Italia offre - come noto - uno scenario ampiamente diversificato: dalle metropoli alle piccole e piccolissime città d'arte, dalle grandi manifestazioni culturali agli eventi locali promossi dai piccoli centri storici della provincia. Si tratta di un panorama variegato come pochi altri al mondo, rispetto al quale l'evoluzione dei consumi e dei comportamenti culturali (ivi incluse alcune forme di «post-turismo» contemporaneo) ha evidenziato negli ultimi anni una crescente capacità propositiva dei piccoli comuni, accanto al protagonismo delle vecchie e nuove «capitali della cultura».
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